venerdì 23 ottobre 2009

La storia dell'Uomo-Serpente, seconda parte


Questa mattina le voci tra le onde bisbigliano inquiete. Alla mia domanda sul motivo di tanto nervosismo con un cenno di vento mi indicano un'ombra sulla battigia. Mi avvicino e vedo una creatura semi svenuta, agonizzante che emana terrore. Non parla, non ha la bocca, ma ha uno sguardo fisso e infinito. Dal naso della creatura esce un liquido che bagna la sabbia e lascia degli strani segni. Il calore del sole li interpreta per tutti noi : è un mandato di cattura e una taglia, si ricerca vivo o morto l'Uomo Serpente. A queste parole urla di gabbiani in fuga.

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